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Il Testamento di Aulo Quintilio Prisco

5 Feb, 2024
05 Febbraio, 2024

Nei pressi di Porta Casamari (o Maggiore) è ubicato il monumento più interessante dell'età romana: il cosiddetto Testamento di Aulo Quintilio Prisco, magistrato e patrono di Ferentino, vissuto nella metà del I sec. d. C. Questo singolare monumento funerario (L. Gasperini, 2001) è scolpito nella viva roccia del colle come un’edicola rettangolare, decorata da frontone triangolare, sostenuto da pilastrini. Al centro dell’edicola è inserita un’iscrizione, sormontata da un frontone triangolare. L’epigrafe di carattere onorario fu scolpita nel I o agli inizi del II sec. d.C., su un masso di roccia calcarea, alto m.2,40 e largo m.2,53. Nel grande pannello centrale sono state riportate le ultime volontà del quadrumviro Aulo Quintilio Prisco, amato dal popolo ferentinate per la sua giustizia e generosità. Il testo è scritto su 19 righe con i caratteri della prima metà imperiale (I secolo d.C.) ed è riquadrato da una robusta cornice, in parte danneggiata, dello spessore di cm.0,25. Le lettere incise profondamente, sono in ordine decrescente d’altezza: dai 14 cm. del I rigo ai 3,7 cm. delle ultime righe. La base dell’edicola misura m.6,80 di lunghezza, m. 1,20 di altezza e m. 0,50 di larghezza. 

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La buca irregolare che si può osservare a sinistra, sul prolungamento del piano dell’edicola era forse usata per riti sacrificali. Inoltre il testamento non occupa tutta la superficie del monumento ma nella zona inferiore si delinea un ampio spazio, alto 40 cm che, secondo gli studi del professor Lidio Gasperini, era destinato ad essere completato dopo la morte del magistrato. Gli studi condotti dal professore Gasperini dimostrano che il monumento epigrafico ferentinate, oltre ad essere un testamento lasciato dal magistrato al popolo ferentinate, è soprattutto un monumento sepolcrale. Infatti, sulla sommità del documento c’è una cavità, che era tipica dei sepolcri rupestri di età romana, perché vi si collocasse l'urna contenete le ceneri dei defunti. La frattura che si nota sul frontone dell'edicola sarebbe stata causata in antico per l'effrazione del sacello funerario di Aulo Quintilio, causando la dispersione delle ceneri. La lunga iscrizione onoraria incisa sulla fronte dell'edicola celebra Aulo Quintilio, ricordando le sue numerose cariche pubbliche e in particolare i benefici, che egli procurò al popolo ferentinate. Dal testo sappiamo che Aulo Quintilio Prisco riscattò quattro fondi rustici del territorio ferentinate (Roianum, Coeponianum, Mamianum, Pratum ex Osco), li restituì al Municipio e stabilì che parte delle rendite fossero destinate alle distribuzioni alimentari gratuite ai cittadini ferentinati, ai giovinetti ricchi, poveri ed anche schiavi, da realizzarsi ogni cinque anni in occasione del suo compleanno, cioè il 10 maggio. Nel settimo rigo dell'iscrizione viene citata una statua, che il Senato di Ferentino fece 26 erigere nel foro in onore del suo munifico Patrono. Di questa non si conserva traccia mentre si conserva ancora oggi nella panoramica piazza Mazzini la base di una seconda statua eretta in onore di Aulo Quintilio Prisco, del quale cita una carica pubblica non citata nel testamento rupestre. Per la bellezza estetica dell'edicola, dei caratteri epigrafici e per il contenuto dell'iscrizione, il Testamento rupestre ferentinate è stato definito "Regina delle iscrizioni rupestri latine" dal professore Lidio Gasperini, docente di Epigrafia Latina all'Università di Tor Vergata (Roma).

TESTO EPIGRAFICO DEL "TESTAMENTO" DI AULO QUINTILIO PRISCO

(trascrizione di TH. Mommsen CIL X 5853)

A. QUINCTILIO A. F. PAL.. PRISCO IIIIVIR(o) AED(ilicia) POTEST(ate) IIIIVIR(o) IURE DIC(undo) IIIIVIR(o) QUINQ(uennali) ADLECTO EX SE(natus) C(onsulto), PONTIF(fici), PRAEF(aecto) FABR(um). [HU]IUS OB EXIMIAM MUNIFICENTI(am), QUAM IN MUNIC(ipes) SUOS CONTULIT, SENA(tus) STATUAM PUBLICE PONEND(am) IN FORO, UBI IPSE VELLET, CENSUERE, H(onore) A(ccepto) I(mpensa) R(emisit). HIC EX S(enatus) C(onsulto) FUNDOS CEPONIAN(um) ET ROIANUM ET MAMIAN(um) ET PRATUM EX OSCO AB R(e) P(ublica) REDEM(it sestertium) LXX M(ilibus) N(ummum) ET IN AVIT(um) R(ei) P(ublice) REDDID(it), EX QUOR(um) REDITU DE (sestertium) IV M(ilibus) CC QUODANNIS VI ID(us) MAI(as) DIE NATALI SU(o) PERPET(uo) DARETUR PRAESENT(ibus) MUNICIPIB(us) ET INCOL(is) ET MULIERIB(us) NUPTIS CRUSTUL(i) P(ondo) I, MULSI HEMIN(a); ET CIRCA TRICLIN(ia) DECURIONIB(us) MULSUM ET CRUST(ulum) ET SPORTUL(a) SESTERTII DENI N(ummi), ITEM PUER(is) CURIAE INCREMENT(is); ET (sex)VIRI(is) AUG(ustalibus) QUIBUSQ(ue) U(na ?) V(escendum ?) E(st ?) CRUST(ulum) MULSUM ET (sestertii octoni) N(ummi); ET IN TRICLINI(o) MEO AMPL(ius) IN SING(ulos) H(omines) (sestertii singuli) N(ummi); ET IN ORN(atum) STATUAE ET IMAG(inum) MEAR(um) RES P(ublica) PERPET(uo sestertios) XXX N(ummos) IMPEND(at) ARBITR(atu) IIIVIR(um), AEDILIUM CURA. FAVORABIL(e) EST, SI PUER(is) PLEBIS SINE DISTINCTIONE LIBERTATIS NUCUM SPARSION(em) MOD(iorum) XXX ET EX VINI URNIS VI POTIONUM EMINISTRATION(em) DIGNE INCREMENTIS PRAESTITERINT.

TRADUZIONE

Ad Aulo Quintilio Prisco, figlio di Aulo, della tribù Palatina, quatuorviro di edilizia potestà, quatuorviro per l’amministrazione della giustizia, quatuorviro quinquennale, delegato per deliberazione del Senato, pontefice, prefetto dei Fabbri. A causa della sua esimia generosità che fece ricadere a vantaggio dei suoi cittadini, i senatori decretarono di erigergli una statua a spese dello stato, nel Foro, dove egli stesso volesse. Accettato l’onore si assunse la spesa. Questi, per deliberazione del Senato, riacquistò dallo Stato, dal territorio osco con 70000 sesterzi, i terreni di Ceponiano e Roiano e Mamiano e Prato che restituì allo Stato un tempo dei suoi avi. Dalla rendita dei quali di 4000 sesterzi. Ogni cinque anni nel sesto giorno prima delle idi di maggio, (10 maggio) nel giorno del suo compleanno, si dia in perpetuo ai presenti cittadini e agli abitanti e alle donne sposate una libra di focaccia, una emina di vino melato; e ai decurioni, nei triclini, vino melato e ciambella e un panierino di dieci sesterzi; e così pure ai fanciulli, speranze future della Curia; e ognuno dei seviri augustali deve mangiare insieme la focaccia, vino melato e ottenga 8 sesterzi; ed in più, nel mio triclinio, ai singoli uomini si dia un sesterzio; per l’ornamento della statua e delle mie immagini lo Stato impieghi perpetuamente, a giudizio dei quatuorviri, sotto la cura degli edili , 30 sesterzi. E’ cosa gradita se, ai fanciulli plebei senza distinzione di libertà, siano assicurate in modo degno dei fanciulli aristocratici la divisione di 30 moggi di noci e la somministrazione di bevande da 6 urne di vino. (traduzione del prof. Cesare Bianchi)

E’ cosa gradita se, ai fanciulli plebei senza distinzione di libertà, siano assicurate in modo degno dei fanciulli aristocratici la divisione di 30 moggi di noci e la somministrazione di bevande da 6 urne di vino.