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Ass. Gli Argonauti Ferentino

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Ferentino
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Chiesa di S. Antonio abate e Monastero dei Celestini

Usciti da Ferentino, si segue la strada provinciale per Alatri e all’altezza della contrada della Croce, si prende la strada per Torre Noverana, per raggiungere il complesso architettonico di S. Antonio abate, “vedetta dello spirito” per aver attratto pellegrini e penitenti sulle orme dell’eremita del Morrone, Pietro Angelerio più noto con il nome di Celestino V. Tra 1260 e 1270 circa Pietro del Morrone (il futuro Celestino V), mentre si recava a Roma per ricevere il sacerdozio, passò per Ferentino e si fermò sul Colle del Fico in un romitorio dedicato a S. Antonio abate. Qui fondò un suo cenobio, che più volte visitò per le sue pratiche di ascesi e contemplazione.
teatro rom giorno

Ferentino, particolare della Chiesa prima del restauto

La bella chiesa duecentesca dal 1296 al 1330 ospitò le spoglie mortali del suo fondatore, morto a Fumone il 19 maggio 1296. La chiesa, fondata direttamente sul banco tufaceo di appoggio, si abbellì nel XIII sec. di affreschi di pregevole fattura, di cui purtroppo oggi rimangono solo le sinopie, perché la chiesa fu manomessa nel sec. XVIII. La chiesa ha una semplice facciata a capanna con campanile impostato su uno degli spioventi; la porta di accesso, sormontata da una lunetta a tutto sesto, presenta un architrave sorretto da mensole di chiara fattura cistercense. L'edificio ha una pianta a tre navate, distinte da pilastri che sorreggono arcate a tutto sesto in prossimità della parte di controfacciata e a sesto acuto in prossimità della zona presbiteriale. Le navatelle laterali sono coperte da volte a crociera. La navata centrale ha la parete absidale rettilinea e presenta due tipi di copertura: lignea nell'area destinata ai fedeli e in muratura con volta a crociera sulla campata occupata dall'altare. I restauri recenti hanno riportato alla luce un affresco databile agli inizi del 14° secolo, raffigurante a grandezza naturale S. Pietro Celestino. La chiesa conserva, scavato nella navata centrale, il sepolcro, che custodì per trenta anni il corpo del Papa Angelico. Molto interessante è il complesso monasteriale, che si addossa alla chiesa. La Congregazione celestina lo resse fino al XVIII secolo. Il monastero del XIII secolo è stato assai deturpato nel corso dei secoli, tuttavia conserva tracce evidenti del periodo medievale specialmente nel chiostro, dove semplici pilastrini, conclusi da capitelli piatti a trapezio rovesciato, sorreggono arcate a sesto ribassato. (Maria Teresa Valeri)

affrescosanpietrocelestino

Chiesa di S. Antonio abate S. Pietro Celestino, Affresco XIII-XIV secolo

La chiesa del monastero fu il sacrario delle spoglie mortali del Papa angelico dal 21 maggio 1296 al 1330 circa. Celestino V fu canonizzato in Avignone il 5 maggio 1313. Sull’altare maggiore si può ammirare la bella pala d’altare opera del pittore Andrea Giorgini (1829).

annullo 2

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La chiesa del monastero fu il sacrario delle spoglie mortali del Papa angelico dal 21 maggio 1296 al 1330 circa. Celestino V fu canonizzato in Avignone il 5 maggio 1313.