La città di Ferentino, una delle più antiche città del Lazio, era ed è ancora caratterizzata da tre cerchia di mura: il cerchio più interno, quasi completo, chiude l'Acropoli come una fortezza; quello in mezzo è piuttosto una serie di "ieroni", sostruzioni dei terrazzamenti che dovevano rendere edificabile la collina; il cerchio più esterno è ancora integro per una notevole parte della sua lunghezza. Di queste vetuste mura la parte più rilevante per grandiosità e integrità la possiamo ammirare proprio nella zona sottostante e vicino a Santa Maria Maggiore; qui si trovano anche le porte più antiche e interessanti e anche meglio conservate. Le mura romane di Ferentino presentano due diverse tecniche costruttive, messe in opera senza uso di malta: la fascia inferiore delle mura è in opera poligonale ed è costituita da grossi blocchi di pietra di forma irregolare (terza e quarta maniera); su questa fascia si imposta la muratura in opera quadrata costituita da regolari blocchi a forma di parallelepipedo, risalente probabilmente alla ristrutturazione del II sec. a. C.
Particolare delle Mure ciclopiche
Queste grandiose mura vengono chiamate 'pelasgiche' e 'ciclopiche'. Gregorovius, infatti, le definì: "opere gigantesche frutto di una civiltà della quale non si hanno altri ricordi, ma che dovette essere straordinariamente avanzata". E continua: "Reca stupore che costruzioni di tal fattura abbiano potuto essere in parte rovinate. In molti punti quegli enormi massi sono spostati, in altri furono sostituiti con muri romani, ed altri infine si riconoscono costruzioni del medio evo... in modo che con un solo sguardo si vedono riuniti su di un piccolo tratto di muro i caratteri di tre diversi periodi di civiltà, gli uni dagli altri tanto diversi. Meglio che in qualunque altro luogo si può fare questa osservazione presso la meravigliosa Porta Sanguinaria, di struttura ciclopica che fu da prima ridotta ad arco dai Romani quindi deturpata da misere costruzioni medioevali. Le fondamenta però, sino ad una certa altezza, sono costituite da massi ciclopici voluminosi, irregolari, meravigliosamente congiunti tra loro".