La chiesa di S. Maria Gaudenti, edificata, su un basamento in opera poligonale, sorge al termine di un’imponente scalinata marmorea. Originariamente era a tre navate e in stile romanico; le strette monofore strombate visibili sul lato sinistro dell’edificio sono tracce ancora esistenti del periodo medievale. Ebbe ristrutturazione nel XVIII secolo perché danneggiata dal sisma che interessò il territorio nel 1703. Attualmente l’interno della chiesa è ad una navata sui cui lati si aprono eleganti arconi che accolgono cappelle impreziosite da tele risalenti al XVI e XVII secolo. La pala d’altare raffigura la Natività della Vergine e risale al XVIII secolo; è attribuita a un pittore formatosi probabilmente nell'ambiente romano. Il dipinto è infatti caratterizzato da soluzioni compositive (cherubini che emergono da nuvole in ocra bruciata) e stilistiche (compattezza dei volumi e netta ombreggiatura) proprie della tradizione pittorica seicentesca romana, che permangono ancora nella prima metà del Settecento. (ICCD 4401562 e 4401563 SBAS RM 133708)

Ferentino, particolare della facciata della Chiesa di Santa Maria dei Cavalieri Gaudenti
L'artista mostra notevoli capacità disegnative e coloristiche e non è esente da influssi di diversa provenienza: alcune caratteristiche lo riconducono alla scuola del Guercino, mentre la donna voltata in primo piano riprende nel movimento, nella veste e nell'acconciatura un'analoga figura femminile di Luca Giordano (cfr. affreschi della Galleria Medicea, 1682-83, Palazzo Medici Riccardi, Firenze).
Il limitrofo Palazzetto dei Cavalieri Gaudenti fu edificato nel XIII secolo, come dimostra la facies architettonica e decorativa dell’edificio, per ospitare la Confraternita dei Fratelli di Maria Gloriosa, venuti a Ferentino, dilaniata da faide comunali tra fazioni, per riportarvi la pace. La costruzione, che si richiama ai moduli stilistici dell’arte lombarda, si ergeva in origine su un ardito porticato scandito da arcate a sesto acuto. Una serie di eleganti bifore orna la semplice facciata.

Ma l’Artista dietro precise direttive episcopali, conformate ai canoni tridentini sull’arte sacra (Decretum de invocatione, veneratione et reliquiis sanctorum et sacris imaginibus, in H. DENZINGER; A. SCHONMETZER, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum, Friburgi Brisgoviæ, Sumptibus Herder, 1908, coll. 1821-1825), rende contemporaneo l’evento, localizzandolo in Ferentino (la città è ritratta sullo sfondo), alla presenza del vescovo Galassi ritratto nei suoi veri caratteri fisionomici, dei soldati in corazze cinquecentesche e degli astanti ferentinati, che raffigurano, per le loro individuali fisionomie, Autorità cittadine civili e religiose del 1585.
Qui trovi il testo completo in pdf della scheda:
s.maria gaudenti e palazzo.pdf772.23 KB