da Reali Franco
Facebook, 14 agosto 2013
Le foto dei ruderi della Chiesa di S. Giuseppe (San Salvatore) sono una testimonianza del nostro patrimonio scomparso.
Il nostro caro ed illustre amico e concittadino Giuseppe Manchi nel suo libro "La storia di Ferentino...", nel capitolo "Le pietre raccontano", ce ne parla offrendoci dettagli interessanti ed in una intervista personale, sull'onda dei cari ricordi dell'infanzia, con poche pennellate ci lascia una preziosa immagine, più completa e realistica, accompagnandoci all'interno della chiesa di San Salvatore prima della distruzione:
"... ricordo bene la chiesa di San Giuseppe perché era la chiesa frequentata dalla mia famiglia che abitava poco distante.
Era a tre navate. Entrando, subito a sinistra, c’era la statua della madonna immacolata, nella navata di destra il coro ligneo dove si cantavano le horae, a destra dell’altare maggiore la sagrestia, mentre la torre campanaria, di modesta entità, era esterna all’inizio della navata di destra. Quella cara chiesa era stata costruita in romanico povero all’inizio del XIII secolo e fu dedicata al Santissimo Salvatore. Nell’inverno del 1944 fu completamente distrutta da un bombardamento. Per anni rimase in piedi il solo campanile, poi anche quel povero testimone fu distrutto per far posto ad un moderno condominio.
L'ingresso unico della chiesa di San Giuseppe (così conosciuta anche se il nome ufficiale era San Salvatore) era in via Consolare. La lunghezza si estendeva fino all’inizio della villa Cesare Pro (finita di costruire tra la fine del 1941-42). Il pavimento dell’edificio era al livello stradale sotto il quale esisteva una vasta cavea dove una volta si seppellivano i morti, bonificata all’inizio del ‘900. Il Campanile era esterno posto sulla destra del frontone (al suo fianco angolo via consolare-via dell'Ierone c’era la cabina elettrica della "Romana elettricità" che gestiva Pratillo). Per le dimensioni possiamo riferirci a san Francesco con la differenza che San Giuseppe aveva tre navate. Il tetto della chiesa era retto da unica capriata lignea. Ogni navata aveva un altare, quello di sinistra ospitava il SS.mo Sacramento - a destra c’era un coro ligneo non intarsiato di legno chiaro. L’altezza era più bassa del palazzo Roffi Isabelli. Non era parrocchia. Entrando a destra c’era la statua della Madonna Immacolata che mi è rimasta impressa perché mia nonna mi portava al "mese di maggio" ed era sempre piena di fiori ! C’era sempre un buon odore di in incenso....Questi sono i miei ricordi..."

