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Ass. Gli Argonauti Ferentino

Via Regina Margherita
Ferentino
03013 FR

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Il Mercato Romano Coperto

Su via Don Giuseppe Morosini, tratto di strada che raccorda Porta Montana all'Acropoli, sorge un arco, alto m. 7,30 e largo m. 4,60, che dà accesso ad una sorta di strada coperta di derivazione ellenistica: il Mercato romano. La parete da cui è stato ricavato l'arco di ingresso è in opera quadrata. L'arco, inoltre, è costituito in conci radiali di calcare, così da formare una strombatura accentuata verso Est Il mercato è costituito da una vasta sala lunga m. 24, coperta da una volta a botte in opera cementizia. Sul lato orientale di tale sala si aprono cinque arconi a tutto sesto a ghiera in blocchi di calcare. Poggiano su piedritti in pietra calcarea. I cinque ambienti rettangolari che si sviluppano hanno dimensioni sempre più piccole e sono illuminati da piccole finestre, sostituite, nel quarto vano, da una porta architravata con arco di scarico.

teatro romano pietro scerrato
Il Mercato Romano Coperto, particolare in una foto di Pietro Scerrato

Le pareti del corridoio longitudinale e dei vani sono in opera cementizia con paramento in opera "incerta". È formato da tufelli di forma conico- piramidale, che sono affogati nel calcestruzzo con base a vista di sagoma irregolare. Si tratta di un paramento più regolare di quello dell' Acropoli: ciò permette di datare l'edificio alla fine del II sec. A.C. Nella suddivisione degli spazi interni, l'edificio ricalca il tipo di strada fiancheggiata da botteghe allineate. In età repubblicana le botteghe avevano ingressi arcuati, mentre in quella imperiale erano architravati.

Il Mercato romano di Ferentino si configura come una via tecta, una strada coperta, prototipo del più tardo Mercato di Tivoli, risalente alla prima metà del I sec. A. C. Fa parte integrante del piano urbanistico attuato dai censori Marco Lollio e Aulo Irzio per l'assetto monumentale della città alta: infatti, risulta perfettamente inserito nel tessuto murario dell'Acropoli.

La cura per la struttura della città si inserisce perfettamente nell'edilizia romana di gusto ellenistico, promossa dalle classi imprenditoriali italiche già alla fine delle guerre puniche. I Ferentinati amavano allora circondarsi dei segni della più raffinata civiltà artistica greca. Questo spiega la frase Ferentinatis populus res graecas studet che il commediografo latino Titinio ha scritto nella sua commedia: Psaltria seu Ferentinas.

Ferentinatis populus res graecas studet