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I MONUMENTI DEL SECOLO XX: a Madre Caterina Troiani

monumenti    (3)

Ferentino, Via Caterina Troiani Statua di Madre Caterina Troiani, di Andrea Martini (1985) foto di Biancamaria Valeri

Nella statua bronzea, collocata sul muretto antistante la chiesa ferentinate della Madonna del Buon Consiglio, è raffigurata in cammino suor Maria Caterina di Santa Rosa Costanza Troiani, fondatrice dell’Istituto delle Suore Francescane Missionarie d’Egitto, poi denominate Suore Francescane del Cuore Immacolato di Maria (F. M. C. I. M.).

            L’Istituto da lei fondato e il Comune di Ferentino in occasione della beatificazione di Madre Caterina, avvenuta il 14 aprile 1985, commissionarono la statua, realizzata dallo scultore francescano padre Andrea (Giuseppe) Martini [Castel Baronia (AV), 5 marzo 1917 - Roma, 6 maggio 1996 )].

Lo stesso Artista volle che la statua di Madre Caterina (h 230 cm) fosse collocata davanti alla facciata della chiesa del Monastero e fosse rivolta nel suo dinamico incedere verso Oriente, cioè verso l’Egitto, in modo che il monumento continuasse ad attestare l’inesauribile energia, profusa dalla Beata nel corrispondere alla sua giovanile vocazione missionaria, che la volle annunciatrice del Vangelo presso i popoli di “oltre mare”.

Nella scultura di Andrea Martini Madre Caterina indossa l’abito francescano ed è raffigurata con il ginocchio sinistro avanzato e il piede nudo sporgente dalla lunga veste. Il braccio sinistro è teso all’indietro, mentre quello destro, alzato verso l’alto, sottolinea la direzione verso la quale è teso il volto e, in particolare, lo sguardo della Beata, decisamente proiettato nel cielo. La gamba destra della Suora, tesa e arretrata, accompagna l’andamento sinuoso del mantello gonfiato dal vento, che avvolge ma non ostacola la corsa della giovane donna verso la sua meta agognata. Anche il velo sul capo della Beata appare rigonfio e il suo profilo ondulato contribuisce a suggerire senso dinamico e leggerezza alla figura. Le superfici del bronzo sono scabre e brunite nella trattazione dell’abito; levigate e lucide nella resa delle parti anatomiche, cioè del volto, delle mani e del piede sinistro.

La straordinaria scenografia del monumentale avancorpo sud-orientale dell’acropoli romana rende suggestiva la percezione della scultura di padre Martini, una delle gemme preziose più belle tra i capolavori artistici, che la città-museo di Ferentino vanta. Nel progressivo salire la rampa di accesso all’acropoli (via Madre Caterina Troiani) la statua si presenta da diversi punti di vista, mostrando la sua peculiare potenzialità e versatilità espressiva, poiché continuamente essa sembra assumere pose diverse e sempre in equilibrio statico-dinamico.

 

si laedit caupona, Ferentinum ire iubebo: / nam neque divitibus contingunt gaudia solis ... - Orazio, Epist. I, 17, vv. 6-9