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S. Ambrogio martire Patrono di Ferentino

Il patrono di Ferentino S. Ambrogio martire fu un soldato romano. Ligure di nascita, mentre era a Milano, conobbe il preside Publio Daciano, che lo iscrisse alla milizia e lo proclamò centurione della cavalleria. Giunto con l’esercito a Ferentino, per ordine di Diocleziano, Daciano cominciò una feroce persecuzione contro la comunità cristiana della città; ma grande fu il turbamento del Preside quando scoprì che Ambrogio, il suo centurione, era anche lui cristiano. Il preside Daciano tentò con ogni blandizia di convincerlo ad abiurare, ma quando si accorse dell’inutilità dei tentativi, sottopose Ambrogio ad un processo e a numerosi supplizi. La fede cristiana del Centurione era saldissima a tal punto che preferì morire piuttosto che tradire Cristo. Il martirio avvenne il 16 agosto dell’anno 304 d. C. nella località del Monticchio.
S. AMBROGIO martire patrono di ferentino 14

 
Il corpo del martire Ambrogio fu abbandonato dai carnefici, ma nottetempo i cristiani della comunità ferentinate lo recuperarono e gli diedero degna sepoltura. Il sepolcro di Ambrogio fu segretamente custodito fino alla pacificazione religiosa del 313 d. C., quando con l’editto di Milano Costantino concesse la libertà di culto ai cristiani. La memoria del martirio di Ambrogio, rimasta viva tra i ferentinati, finalmente poté essere celebrata in piena libertà. Fu recuperato il corpo di Ambrogio e trasportato, come attesta la tradizione, nella chiesa di S. Agata, dove rimase per alcuni secoli.
 
Per proteggere le reliquie del Santo dalle scorrerie di nemici e avversari della fede, i Ferentinati le trasportarono nella chiesa di S. Maria Maggiore, da dove nel 1108 furono prelevate per essere collocate in un tempio più degno: la nuova cattedrale, edificata sull’acropoli dal vescovo Agostino (1106-1113).
pietra sepolcro santambrogio santamariamaggiore
 
Le venerate spoglie furono riposte nella splendida cappella intitolata al martire Ambrogio, sita a destra dell’altare maggiore. Con l’arrivo in diocesi del vescovo Ennio Filonardi (1612-1644) si sentì la necessità di effettuare una ricognizione del corpo di S. Ambrogio martire, che dal 1108 riposava nell’altare della sua sontuosa cappella. La ricognizione delle reliquie del Martire avvenne il mercoledì 27 aprile 1639. Per il grande giubilo che cittadini e autorità dimostrarono al loro Patrono il Vescovo indisse una solenne processione di ringraziamento da svolgersi nella prima domenica successiva all’inventio, il 1° maggio. Dal 1639 ad oggi la festa civica in onore del Patrono si celebra il primo maggio, quando si porta in processione per le strade di Ferentino la statua di S. Ambrogio opera dell’argentiere romano Fantino Taglietti (1641), portata a spalla dagli “incollatori” nella macchina processionale settecentesca capolavoro del romano Filippo Cianfarani (1753).
Liberamente tratto da: Maria Teresa Valeri, Ferentino, 2019

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Dal 1639 ad oggi la festa civica in onore del Patrono si celebra il primo maggio, quando si porta in processione per le strade di Ferentino la statua di S. Ambrogio opera dell’argentiere romano Fantino Taglietti (1641)